Incentivi sul fotovoltaico

Le energie rinnovabili sono ormai al centro dell’interesse degli Stati (anche se in alcuni, come il nostro, forse in modo ancora troppo marginale!).

Si tratta non solo di un’accresciuta sensibilità ai temi ambientali, ma anche di una necessità, dettata da varie circostanze.
L’impatto non più sostenibile richiesto dalle energie tradizionali, sia nel breve che nel lungo periodo.
L’aumento dei costi dell’energia elettrica e del gas che pesa sulle famiglie.
La crisi Ucraina.

Decidere per le energie alternative sembra sempre di più “un obbligo”.
Per fortuna affrontabile grazie agli incentivi statali.
Come quelli adoperabili per le istallazioni fotovoltaiche.

Ad oggi gli strumenti per incentivarne l’adozione sono:

1. il bonus ristrutturazione al 50%, che consente di detrarre metà delle spese sostenute in 10 anni

2. il Superbonus 110%, che copre la totalità dell’esborso in 5 anni, ma che come vedremo richiede circostanze specifiche e piuttosto stringenti.

Per entrambi i bonus è possibile l’opzione dello sconto in fattura e della cessione del credito.

Vediamoli più nel dettaglio…

Fotovoltaico ecobonus 110: come funziona e in quali casi posso sfruttarlo?

Nel contesto di questa misura il fotovoltaico rappresenta un intervento trainato.
Vale a dire che permette di fruire della detrazione solo se congiuntamente si esegue almeno un intervento trainante:

  • a. isolando termicamente le superfici
  • b. coibentando il tetto
  • c. sostituendo gli impianti per il riscaldamento invernale (intervenendo su parti comuni)
  • d. intervenendo su edifici unifamiliari o unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti.

È evidente dunque che la sola installazione dell’impianto fotovoltaico NON permette di accedere al 110%.
L’attività è finanziabile solo se accompagnata ad altri lavori di ristrutturazione volti all’innalzamento di 2 classi energetiche dell’intero edificio.

Questo vale tanto per villette indipendenti che per condomini.
Infatti, del Superbonus 110 % possono beneficiare:

  • condomini e mini condomini;
  • IACP e cooperative;
  • persone fisiche che effettuano lavori su abitazioni villette e unifamiliari.

Bonus ristrutturazione 50% fotovoltaico: di cosa si tratta e requisiti per accedervi

Questa misura prevede una detrazione del 50% delle spese sostenute, applicabile anche al fotovoltaico, ricadendo esso nella manutenzione straordinaria.

L’incentivo copre fino a 96.000 euro e viene scontato in dieci anni.
L’importo massimo è riconosciuto per singola unità abitativa.
Quindi, in caso di condomini, si moltiplica la somma per il numero di unità di cui è composto l’edificio e le detrazioni vengono calcolate in base ai millesimi di ciascuno condomino che beneficerà della detrazione.

E’ possibile portare in detrazione le spese di:

  • manodopera
  • progettazione
  • acquisto e montaggio dei pannelli
  • relazione di conformità
  • perizie e sopralluoghi
  • IVA
  • imposta di bollo
  • autorizzazioni.

L’agevolazione è riservata ai titolari di diritti reali di godimento dell’immobile:

  • proprietario o nudo proprietario;
  • usufruttuario;
  • inquilino;
  • soci di cooperative;
  • soci di società semplici.

Spetta detrazione a coloro che sostengano le spese (bonifici e fatture devono essere loro intestati) e che siano:

  • conviventi
  • coniugi che siano separati e si siano visti assegnare l’immobile intestato all’altro
  • conviventi more uxorio.

I pagamenti dovranno avvenire attraverso bonifico parlante.

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, vanno comunicate all’Enea la spesa sostenuta e le caratteristiche dell’impianto.

Qualora il soggetto beneficiario del bonus decida di vendere l’immobile prima di aver recuperato il bonus per intero, il prezzo di vendita aumenta per reintegrare il bonus, che l’acquirente sconta poi in via di detrazione (tuttavia, di comune accordo, si può anche scegliere una diversa modalità di regolazione del rapporto).

Sono necessarie pratiche edilizie per il fotovoltaico?

L’installazione del fotovoltaico è un intervento che generalmente rientra nell’edilizia libera e che quindi non necessita di autorizzazione edilizia o comunicazione di inizio lavori.

Ad eccezion fatta per i centri storici e le aree protette sottoposte a vincoli paesaggistici, per i quali non servirà richiedere il Permesso di Costruire, ma sarà comunque obbligatorio presentare una SCIA.

Quando scade il bonus fotovoltaico?

In merito al Superbonus 110%:

  • per gli edifici unifamiliari e le villette l’agevolazione spetta fino al 31 dicembre 2022 ma solo se il 30% dei lavori è stato realizzato entro il giugno dello stesso anno
  • per i condomini o edifici composti da 2 o 4 unità tutte intestate alla stessa persona l’agevolazione è attiva fino al 31 dicembre 2023, per poi scendere al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025 (a meno che non si tratti di aree colpite da terremoti, come L’Aquila, per la quale si arriva fino al 2025 con la percentuale massima).

Per quanto concerne il bonus ristrutturazione è stato prorogato per tutto il 2022, 2023 e 2024.

Incentivi fotovoltaico per aziende: sono previste agevolazioni e se si quali?

Il Piano di Transizione 4.0 prevede una maggiore attenzione all’innovazione e agli investimenti green, agevolando tutti quegli investimenti che hanno una stretta relazione tra sostenibilità ambientale e transizione ecologica.

Dunque, anche le aziende usufruiranno di investimenti in beni e materiali strumentali, tra cui gli impianti fotovoltaici.
Per i quali l’aliquota di ammortamento cresce dal 6% del 2020 al 10% del 2021, per una spesa massima non superiore ai 2 milioni di euro.

A meno che non si tratti delle imprese del mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna, Abruzzo), per le quali l’aliquota di detrazione varia dal 25% al 45%, a seconda dell’ubicazione dello stabilimento e dalla dimensione dell’impresa.
Nello specifico, il 45% spetta alle piccole imprese per un massimo di 3 milioni di euro; il 35% alle medie imprese per un massimo di 10 milioni di euro; il 25% è destinato alle grandi imprese a copertura di un massimo di 15 milioni di euro di spese sostenute.

Il credito di imposta sarà spendibile in un anno per investimenti in beni strumentali e immateriali, o nei successivi 3 in caso di acquisto di beni materiali.

Oltre a fruire di questi incentivi, le aziende possono entrare a far parte di una comunità energetica.
Vale a dire una pluralità di soggetti al tempo stesso produttori e consumatori, che fanno capo alla stessa cabina elettrica.
Per cui produrranno energia destinata al proprio consumo (da fonti rinnovabili e per una potenza complessiva non superiore a 200 kW) e la condivideranno tramite reti di distribuzione già esistenti.

Quanto costa un impianto fotovoltaico

Sappiamo che si tratta di una delle voci di maggiore interesse per i lettori, ma solo i professionisti del settore potranno essere precisi.
Per due motivi:

  • perché l’impianto fotovoltaico va calibrato sulle necessità della famiglia che lo utilizza
  • perché il prezzo varia in base a diversi fattori: potenza dell’impianto (le principali tipologie sono da 4, 5, 6 e 10 kW), dimensionamento, spazio a disposizione, tipologia dei pannelli, etc.

Qui comunque un risorsa esterna di dettaglio sui costi di un impianto fotovoltaico di ultima generazione.