Perché gli anziani diventano cattivi?

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Più passano gli anni e meno gli anziani riescono a gestire parole e stati d’animo.

Si assiste quindi a un nonno che inizia a parlare senza filtri, uno zio che scatena guerre condominiali o a vicini di casa che con l’avanzare dell’età litigano anche per le più piccole questioni.

Ma perché accade tutto ciò? Perché gli anziani diventano “cattivi”?

Partendo dal presupposto che non è possibile fare di un’erba un fascio, nè tanto meno si intende discriminare le persone anziane in quanto si tratterebbe di ageismo, è comunque innegabile il fatto che gli over 70 tendono a diventare meno elastici dal punto di vista mentale. Uno stereotipo legato non tanto all’età ma piuttosto alle patologie che spesso e purtroppo accompagnano gli ultimi anni della vita dell’essere umano. Ma quindi cosa accade nello specifico? Quali variazioni avvengono nelle mente umana? Nel corso dell’articolo risponderemo a queste domande.

Avanzare dell’età: scelta selettiva

Quando di cresce si inizia ad effettuare una scelta selettiva di persone e cose che piacciono, questo diventa ancora più evidente nelle persone anziane. Si tendono a tagliare fuori dalla propria vita le cose che si valutano inutili, come ad esempio le persone che già in precedenza non erano molto simpatiche o quegli eventi a cui per anni si è dovuto presenziare ma che si valutano noiosi. Obblighi che la persona per anni e decenni si è imposto ma che arrivato ad un certa età si è stancato di adempiere. Per tali ragioni non è raro vedere in giro ma anche in TV persone anziane che restano in silenzio oppure parlano e dicono come la pensano in modo molto aperto, senza diplomazie o grossi giri di parole. Purtroppo e sempre più spesso, complici anche i personaggi che devono impersonare, i programmi televisivi ospitano settantenni o ottantenni che sputano sentenze senza ritegno o che si esprimono in modo acido, appoggiando l’idea comune che l’anziano diventi cattivo. Più una strategia di marketing che solida realtà insomma.

Avanzare dell’età: litigiosità vera o presunta?

Quindi a questo punto ci si chiede se davvero l’anziano tende a diventare più cattivo col passare degli anni. Diciamo che è difficile parlare di cattiveria ma per quel che riguarda la litigiosità, non ci sono dubbi, l’essere umano quando invecchia tende ad essere più litigioso. Non si tratta di eventi importanti ma durante la vita quotidiana ci si imbatte sempre più di frequente in vecchietti che anche e soprattutto tra di loro, si confrontano in modo molto vivace o addirittura si scontrano. Si inizia da una parola, poi gli animi si scaldano e subito si passa alle azioni talvolta violente per rivendicare qualcosa che si valuta come proprio, possa esso essere un oggetto, una persona o una proprietà. A tal proposito le notizie di cronaca riportano più volte vicende di vecchietti che si sono scazzottati su piste da ballo per presunte avances fatte alla propria donna o per partite di carte al tavolo di un bar apparentemente truccate.

Avanzare dell’età: l’enantiodromia

Un altro elemento che determina un comportamento più aggressivo dopo una certa età, è l’enantiodromia, ossia la corsa nell’opposto. Questo fenomeno si verifica col passare degli anni, quando si accentuano i tratti del proprio carattere. Mentre la maggior parte delle persone tende a manifestare una forma più estrema della propria personalità, molte altre iniziano a sviluppare un comportamento opposto a quello che avevano in giovane età. Quindi non è raro vedere persone timide che superati i 70 diventano sfrontate o aggressive, oppure individui tendenzialmente svogliati e apatici che ad un certo punto decidono di cambiare completamente la propria vita e magari iniziare un viaggio intorno al mondo. Questo si verifica anche tra le coppie, infatti negli ultimi anni è aumentato in modo esponenziale il divorzio tra ultrasessantenni, ciò accade perché con l’età si diventa meno concilianti, si acquisiscono certezze e si vuole essere più autonomi.

Avanzare dell’età: aggressività determinata da patologie

C’è poi da analizzare l’ultimo elemento che determina un cambio ponderale nell’anziano, le patologie. Purtroppo a causa di stati di malattia o di condizioni di fragilità, le persone anziane tendono a diventare “cattive” e a sviluppare comportamenti difficili da comprendere. Ciò si verifica in special modo nei casi di Alzheimer o di demenza senile, condizioni che portano la persona a diventare più aggressiva. I malati si sentono confusi, perdono l’orientamento e accusano i propri familiari di nascondere oggetti o di compiere azioni a loro danno, questo determina un continuo stato di agitazione che può sfociare in un’apparente cattiveria. Nei casi più gravi ci sono allucinazioni, perdita della cognizione del tempo e dello spazio, e quindi l’aggressività non è una ricerca dello scontro ma piuttosto una risposta fisiologica a quanto sta accadendo nel mondo dell’anziano.

In conclusione possiamo dire che sicuramente l’età, il carattere, le esperienze e le evoluzioni che la persona subisce negli ultimi anni della vita portano ad uno sconvolgimento dell’intelletto e della personalità. Che talvolta questo sfoci in cattiveria è assodato ma che sia legittimo o meno è impossibile da determinare.