Mascherine FFp2: che durata hanno e per quanto proteggono? Cosa cambia con la FFp1 o FFp3

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Quando più di un anno fa è apparso il Covid-19 nessuno di noi conosceva l’uso delle mascherine facciali. Oggi sono dispositivo di protezione importantissimo e abbiamo imparato a conoscerle.

Come ci si protegge dal contagio da Covid-19

Ancora oggi per proteggersi dal contagio ci sono tre modi:

  • uso dei DPI
  • igiene frequente delle mani e poco contatto nei luoghi pubblici con naso, bocca e occhi
  • distanziamento necessario fra una persona e un’altra

A questi si è aggiunto, di recente, il vaccino, che non protegge al 100%, ma limita gli eventuali danni da contagio.

Mascherine chirurgiche e facciali: differenze

Le indicazioni del CTS ci dicono che le mascherine chirurgiche sono il dispositivo “ufficiale” in pubblico e nei luoghi di lavoro.

Queste sono composte da tre strati, aderiscono bene al viso, non lo comprimono e filtrano bene le goccioline droplet che le particelle aeree e limitano la trasmissione di agenti virali. Sono a buon mercato.

Le facciali sono divise in tre tipologie:

  • FFp1
  • FFp2
  • FFp3

Il loro campo di applicazione è maggiormente legato all’ambiente ospedaliero.

In generale proteggono moltissimo dall’infezione da goccioline o aerosol, dagli agenti patogeni, dal fumo e dalle polveri acquose e oleose. Sono certificate ai sensi del D.lgs. n.475/1992.

FFp1: caratteristiche e capacità

Tipicamente bianche e senza valvola,  originariamente sono nate per la protezione contro sostanze e polveri non tossiche e non fibrogene, ovvero quelle derivanti dalla lavorazione di sostanze polimorfe o dell’amianto.

Se l’ambiente prevede aerosol tossici o fibrogeni, allora le loro qualità sono nulle. Delle tre tipologie facciali sono le meno utilizzate fra i cittadini e fra i medici.

La loro capacità di filtraggio delle particelle aeree di 0,6 μm  supera il 70%. Sono poco consigliate per proteggersi dall’epidemia di coronavirus, perché inefficace per virus che si trasmettono per via aerea.

FFp2: caratteristiche e capacità di filtro

Più conosciute come N95, sono le più utilizzate specie nei luoghi dove il ricircolo dell’aerea è poco. Sono da sempre usate in ambienti dove polveri, fumo, aerosol solidi o liquidi e sostanze dannose possono creare alterazioni genetiche in noi.

Il settore industriale che le richiede di più è quello metallurgico e minerario. Le FFp2 filtrano ben oltre il 90% le particelle delle dimensioni indicate poco fa e fanno passare meno del 10%.

Per questo sono le più utilizzate nei reparti dove arrivano i casi Covid-19.

Oltre a comprimere un po’ il naso e la bocca, hanno anche un costo poco economico in commercio.

FFp3: caratteristiche e filtraggio

Sono quelle con la valvola centrale e sono state vietate poco dopo il loro uso. Anche queste richieste per uso industriale, soprattutto nel chimico e poi diventate una delle mascherine anti-Covid-19.

Bianche, ma a volte anche di altri colori, hanno proprio a ridosso della mandibola una piccola valvola. Questa tanto contestata, in realtà non influisce sul filtraggio, ma migliora la respirazione in caso di uso prolisso.

La capacità di protezione è anzi alta: quasi il 100% nei confronti delle particelle di 0,6  μm, quelle tossiche, cancerogene e radioattive.

FFp2 e FFp3: riutilizzo e durata

Concentriamoci ora sulle FFp2 e FFp3 e vediamo quanto in realtà si possono riutilizzare e per quanto proteggono.

Le semi-maschere filtranti sono prodotte in base alla normativa EN 149 e al relativo anno. Qui troviamo anche le diciture R o NR. Le prime possono essere usate di nuovo, le seconde sono usa e getta.

In generale l’uso prolungato ed efficace per proteggere le vie aeree è intorno alle 8 o 10 ore, poi cala la loro capacità di filtro.